Colpa di Pellegri e dei Genoani…
Mercoledì 3 Maggio, ore 20 più o meno.
Pietro Pellegri salta Ravaglia, insacca e segna lo 0-2 per il Toro contro quelli che una volta qualcuno osava chiamare cugini.
Il canterano rossoblu’ esulta mettendo le mani alle orecchie, facendo godere tutta la Genova che conta.
La serata la spendo così a chattare con gli amici. A commentare uno dei gesti più maleducati del calcio e per tale motivo uno dei gesti più belli da dedicare all’odiato avversario.
Viene tardi, vado a letto ma gasato dalla situazione inizio a convincermi del fatto che quel gesto abbia in qualche modo regalato la serie A al Genoa.
Non ha una spiegazione logica la cosa, il Genoa deve ancora giocare contro l’Ascoli e non è proprio una passeggiata. Inoltre bisogna sperare che il Bari non vinca a Modena. Insomma, non era scritto da nessuna parte. Non lo sapeva nessuno, eppure io ( che di solito sbaglio ogni tipo di previsione possibile e immaginabile) me lo sentivo, per me il Genoa era in A già mercoledì sera.
E allora prima di dormire dai uno sguardo ai voli.
Edimburgo - Genova, cazzo ma la domenica devo lavorare non si può fare. Belin ma i prezzi, porca paletta questo fa scalo a Istambul e riesco a scendere a Genova per 5 minuti prima di dover re imbarcare per tornare in Scozia. Insomma, andare al Ferraris sarebbe stato impossibile.
E allora che si fa? Beh, i Genoani più vicini sono a Londra, i fratelli del Genoa Club UK WT Garbutt.
Edimburgo- Londra, skyskanner, prenota, fatto.
Il venerdì pomeriggio a lavoro entro in una paranoia totale causa scarsa conoscenza di Londra, causa incoronazione di Re Carlo che avrebbe complicato e rallentato l’itinerario per arrivare alla sede del Club.
Cazzo e se faccio tardi per la partita? E se mi perdo? E se per qualche motivo resto bloccato in aeroporto?
Insomma, l’ansia della partita non esisteva, io subivo dell’ansia del riuscire a vederla sta belin di partita. Anche perché ero certo che il Genoa fosse già in A, come già detto.
Sabato mattina.
Sveglia ore 5, doccia, zainetto tattico in cui nascondo una lettera A di cartone dipinta di rossoblu. Ok, in realtà mi filmo festeggiando già la serie A così per farmi figo sui socials poi più tardi.
Crocchette ai gatti, esco e in un’oretta sono col culo su un aereo direzione Londra.
Atterro e via di corsa, treno DLR, metro, altra metro, cazzo é qui! No aspetta è la prossima… ore 12.15 arrivo a Pimlico davanti al pub.
Panino al volo, due chiacchiere volanti coi presenti, birretta, duecento sigarette e finalmente la partita.
La saletta del Club è piena, saremo una 50ina.
Anime rossoblù in cerca di conforto, in cerca di una vittoria, in cerca di Genoa.
Gooooooolllllll!!!!!
E poi Goolllll!!!! E cazzo però l’Ascoli non molla, palo!!!
Scappo 3 secondi in bagno e penso, tutto secondo i piani dai. Siamo in A! Torno e il buon Alex: “belin sei andato in bagno e ha segnato il Bari”
Nooooo!!! Ansia a paletta e senso di colpa.
Dai dai, rigore per il Genoa. Seeeeee!!! Tiro, parato!!! Ma cazzo Coda! Cambio di fronte, gol Ascoli. 2-1 e sto cazzo di Bari vince.
Non è più ansia ora, siamo oltre. Siamo in quel territorio che i Genoani conoscono bene, quello di non ritorno, quello in cui anche un non tifoso inizia a tifare con tutto se stesso.
Rigore Modena!!!!! Rigore Modena!!
Ma va cazzo dici?? No no ragazzi!!! Rigore Modena!!!
Tiro, gol. Bolgia.
Siii ma state calmi!! Non è ancora finita a Genova! L’Ascoli ci crede, i ragazzi si difendono. VITTORIA!!!!!!!
E a Modena??? Manca poco. Aspettiamo……
Fine! Tripudio.
Siamo in Serie A, tiro fuori il cartoncino dallo zaino e partono cori, salti, balli. Tutto il pub si unisce.
Parte la festa. Si ma io tra qualche ora devo tornare in aeroporto, piano con le pinte che mi perdo l’ora.
Cori, foto di rito, al juke box parte Hey Jude dei Beatles e in neanche un secondo il coro per il Genoa sulle note di questa canzone leggendaria viene cantato all’unisono da tutto il bar, inglesi ignari del Grifone inclusi.
È l’ora di tornare. Faccio un pezzo di strada con Luca ( e grazie a Dio sennò mi sarei perso per Londra quasi sicuramente). Arrivo a Heathrow e mentre passo la sicurezza mi canticchio in testa” il Genoa è in serie A doriano suca”. Mangio, salgo sull’aereo e durante il volo verso Edimburgo mi ascolto il podcast di Ale’ Zena.
Ore 23.30 arrivo a casa. Doccia e letto, domani si lavora.
Che cazzo ha fatto Pellegri. Non lo sa manco lui.
Tobia Salvai
membro del Genoa Club UK
conduttore di "GSR in Italia"
ospite di GSR e La Lanterna
https://genoanisiresta.blogspot.com/p/i-nostri-podcasts.html
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